Stati Uniti, 1939 / Raymond Chandler
«Philip Marlowe è, per usare una frase piuttosto trita, un uomo d'onore per istinto, perché non può farne a meno. È relativamente povero, e, no non farebbe l'investigatore... È un uomo comune, altrimenti non potrebbe mischiarsi alla gente comune ... È solitario, ed è suo orgoglio farsi strada da orgoglio o ... Ha disgusto dell'incertezza e disprezza tutto ciò che è meschino ... Come personaggio, non ha importanza per quello che fa, ma per ciò che gli accade ... Suppongo che Philip Marlowe sia realmente una specie di me stesso segreto ... Siamo tutti e due soli, sentimentali, cinici, tutti e due incorruttibili». Sono parole di Raymond Chandler, il suo creatore in un'altra occasione dichiarò: «Non esiste gente come lui. Nella realtà gli investigatori privati statunitensi sono sporchi ometti che si occupano di divorzi, intercettano corrispondenza e rubano fotografie, quando ci riescono ... ».
Nato verso il 1906 a Santa Rosa, una cittadina della California a nord di San Francisco, Philip Marlowe ha frequentato per due anni un 'università dell'Oregon e ha una discreta cultura, tanto da poter citare autori come Eliot e Flaubert e
apprezzare i quadri di Rembrandt.
Ben piantato e alto poco più di un metro e ottanta, fuma molto, soprattutto Camel, che accende con fiammiferi da cucina, ed è un grosso bevitore di scotch, bourbon e di «qualsiasi liquore che non sia dolce».
Abita a Los Angeles e ha un ufficetto al Cahuenga Building, sull'Hollywood Boulevard, senza segretaria né segreteria telefonica. Per rilassarsi gioca a scacchi da solo. Pare abbia fatto esperienza come investigatore privato di una compagnia di assicurazioni e poi presso il procuratore distrettuale della Contea di Los Angeles prima di mettersi in proprio. È un buon investigatore privato (molti critici lo considerano l'investigatore privato per eccellenza), prende 25 dollari al giorno, più le spese; ma se il caso lo interessa particolarmente o "lo commuove", può scendere eccezionalmente a 10 o lavorare addirittura gratis.
Anche se non nuota certo nell'oro, non accetterebbe mai un incarico disonesto ed è sempre leale nei confronti dei propri clienti, tanto che preferisce farsi arrestare piuttosto che tradirli. Sa bene di non aver scelto una professione "facile" e non la fa troppo lunga sulle sue scelte di fondo: «Vendo ciò che devo vendere per guadagnarmi da vivere. E cioè quel po' di fegato e di intelligenza che il Signore mi ha dato...».
Si muove a proprio agio tanto tra le lussuose ville di Beverly Hills quanto nei quartieri poveri, pieni di immigrati messicani. Parla discretamente lo spagnolo e
porta sempre con sé la fotocopia della licenza, un distintivo da vicesceriffo e alcune tessere fasulle che di tanto in tanto gli servono per far colpo su qualcuno. Non ha una donna fissa, anche se il suo atteggiamento verso il gentil sesso, secondo
Chandler, «è quello di qualsiasi uomo normale, vigoroso e sano, il quale non ha moglie e probabilmente avrebbe già dovuto sposarsi da un sacco di tempo».
All'inizio del romanzo The poodle springs mystery, rimasto incompiuto per la morte di Chandler, Philip Marlowe sposa la milionaria Linda Loring, che aveva conosciuto qualche anno prima in Il lungo addio (The long good-bye, 1953), ma rifiuta di lasciare il proprio ufficio e il proprio lavoro per limitarsi a vivere con lei nella sua villa di Palm Spring. «Sono un uomo povero sposato a una donna ricca - dice. - Non so bene come comportarmi. Di una cosa sono sicuro: per modesto che
sia il mio ufficio, è lì che sono diventato quello che sono ed è lì che diventerò quello che sarò».
II film più famoso tratto dai romanzi di Raymond Chandler, grazie soprattutto all'interpretazione di Humphrey Bogart, è Il grande sonno, girato nel 1946 da Howard Hawks, mentre Addio, mia amata ha avuto addirittura tre versioni cinematografiche.
Oltre che da Bogart, il ruolo di Philip Marlowe è stato ricoperto da George Sanders, Dick Powell, Robert Montgomery, George Montgomery, James Garner,
Elliot Gould e Robert Mitchum. Ancora una notte (Playback 1958) è l'unico romanzo di Chandler non ancora portato sullo schermo, ma può essere curioso ricordare che dal suo Finestra sul vuoto (The high window, 1942) è stato tratto un film interpretato da Mike Shayne, il personaggio creato da Brett Halliday!
L'investigatore privato creato da Raymond Chandler è stato portato due volte sul piccolo schermo negli Stati Uniti: da Philip Carey alla fine degli anni Cinquanta e da Powers Booth in una miniserie in cinque parti trasmessa nel 1983 dalla HBO, una catena televisiva via cavo.
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