mercoledì 26 ottobre 2022

Recensione ... Schegge di Parole di M.C. Buoso


 

Schegge di parole – Silloge di Maria Cristina Buoso

Recensione di Maria Teresa De Donato


 

 

Una capacità espressiva notevole ed un desiderio di sperimentazione caratterizzano la produzione letteraria di Maria Cristina Buoso.               

In Schegge di parole questo secondo aspetto domina sicuramente e riporta il lettore, almeno per ciò che concerne la forma, alle avanguardie letterarie degli inizi del Novecento, che miravano alla rottura con il passato e con la tradizione e, al contrario, erano proiettate verso il futuro, la modernità, la velocità e la tecnologia.

Questo fu il caso soprattutto della corrente futurista cui questa Silloge sembra ispirarsi.

Da un punto di vista estetico, espressioni onomatopeiche, ‘parole in libertà’ che non rispettano l’uso dei margini; maiuscole e minuscole usate per enfatizzare concetti e sentimenti piuttosto che rispettare regole di ortografia; frasi estremamente brevi, spesso espresse da un singolo verbo sono come proiettili che colpiscono un bersaglio, arrivano dritti al punto, non si perdono in spiegazioni o narrative.

Il concetto è chiaro, il messaggio quasi brutale. Non ci sono abbellimenti di alcun tipo.

La precarietà della Vita viene denunciata apertamente e senza sotterfugi né eufemismi:

 

                   *Dipingiamo

                                        con le Mani

                            Per Non Sporcare il Cuore

                                      con Troppa Allegria.* (Buoso, 2021, p. 12)

 

Il tema della femminilità è anche presente in questa opera.  Non si tratta, tuttavia, di una femminilità superficiale, effimera o sdolcinata, ma piuttosto autentica, viscerale, ribelle e contestatrice che osserva scrupolosamente il mondo intorno a sé ed in modo particolare le proprie “crepe”:

 

                   Sono un’ombra

                            Che ATTRAVERSA il Mio Corpo

                                                        Che Arranca Stanco

                   […]

                   Tra Petali Smarriti      […]

                                               Di Polvere e di Fumo. (p. 13)

 

Aspetti quali falsi sentimenti, indifferenza ed ostilità vengono denunciati evidenziando la povertà spirituale che domina il Mondo di oggi pieno di “corpi senz’anima…” (p. 19)

Parentesi utilizzate al contrario ed inframezzate da puntini di sospensione sembrano essere la metafora di come tutto ed il contrario di tutto sia possibile: nulla è certo, nulla è definito, tutto è ancora da scoprire, da capire, da evolversi…mentre all’osservatore non resta che aspettare che ciò che deve essere…si riveli.

Per il lettore che non si fermasse all’esame estetico, Schegge di parole è una Silloge dai concetti profondi, dalle verità, anche scottanti, che vengono urlate, rivelate senza sotterfugi né giochi di parole.  Chi deve capire…e vuol capire…capirà, mentre gli altri… continueranno a condurre la loro vita priva di senso

 

“Nel Freddo dell’Inverno

Di un Mondo Moderno.* (p. 44)

 

L’altalenarsi di sensazioni, sentimenti, speranze e desideri è un’ulteriore caratteristica di questo lavoro che, proprio per questi aspetti, di fatto si distanzia dal Futurismo.

Se dal punto di vista estetico questa Silloge ci riporta, quindi, a Filippo Tommaso Marinetti e al Manifesto della corrente letteraria d’avanguardia da lui elaborato, nella sostanza si percepisce dai versi dell’autrice, Maria Cristiana Buoso, un sentimento sì di rabbia e frustrazione, ma anche una vena nostalgica per un qualcosa che l’Umanità ha perduto e che sembra difficile, se non impossibile, recuperare e, quindi, il conseguente e velato rimpianto per una tradizione ed un passato certamente più significativi.

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