venerdì 16 febbraio 2024

Tenente Mark McPherson

 

 
Stati Uniti, 1943 / Vera Caspary

«Aveva le mani lunghe e nervose, il viso scarno, lo sguardo attento, il naso che pareva ereditato direttamente da antenati puritani che avevano fiutato il peccato ( ... ). Teneva le spalle alte e camminava rigido come se si preoccupasse d'essere osservato».
Ecco come lo scrittore Waldo Lydecker, un altro dei personaggi del giallo psicologico Laura (Laura, 1943), di Vera Caspary, descrive il tenente Mark McPherson, della polizia di New York. 



Con alle spalle la soluzione di alcuni "casi" importanti, come un'indagine sul racket della mano d'opera e un'inchiesta sulle  scommesse militari, l'uomo deve occuparsi di un caso di omicidio. Una giovane pubblicitaria è stata uccisa e il detective, indagando sulla sua morte, si innamora addirittura della vittima. Naturalmente non mancherà il colpo di scena finale.


Accolto abbastanza freddamente dai critici, questo romanzo è oggi considerato un capolavoro e si è conquistato un posto nella storia della letteratura poliziesca. Così come il film che Otto Preminger ne ha tratto l'anno successivo è diventato ben presto un classico del cinema.



Può essere infine curioso ricordare che oltre a Vertigine, diretto da Preminger nel 1944 e interpretato da Dana Andrews e Gene Tierney,  da Laura sono stati tratti anche due sceneggiati televisivi: il primo, adattato da Truman Capote, è stato interpretato da Robert Stack e Lee Radzwille, il secondo da George Sanders e Dana Wynter. La stessa autrice ha tratto dal romanzo una commedia. 

Scilla Gabel

Il romanzo di Vera Caspary è stato portato nel 1966 sul piccolo schermo in Italia. Diretto da Marcello Sartarelli, Laura era interpretato da Carlo D'Angelo, Scilla Gabel e Alessandro Sperlì.



Nessun commento:

Posta un commento