Ciao,
Ilaria ci porta a conoscere i popoli Bandu e le loro credenze.
MC – Dove ci troviamo per l’aperitivo?
I – Buonasera, ma che bello che parliamo anche di questo popolo 😊
Allora andiamo in un piccolo paesino di montagna, come ad esempio quelli dove abito io (io abito in Valsesia).
MC – E cosa beviamo assieme?
I – Ti piace la grappa? A me quella alla nocciola 😊 (mai bevuta, la provo volentieri, grazie)
MC – Chi sono i popoli Bantu e dove li troviamo?
I – Bantu comprende a un vasto gruppo etno-linguistico di oltre 400 etnie dell'Africa subsahariana e distribuite dal Camerun all'Africa centrale, orientale e meridionale.
MC – Perché si chiamano in questo modo?
I – Bantu, nella maggior parte delle popolazioni, significa gente, quindi è usato per raggruppare le lingue bantu.
MC – Che caratteristiche hanno le mitologie di questi popoli?
I – La mitologia bantu ha un nucleo comune e poi si sono sviluppate tradizioni differenti per i diversi gruppi.
Hanno comunque la credenza di un Dio unico supremo, una figura poco definita e con una pluralità di nomi.
Interessante è che, in genere, non è considerato il creatore del mondo o degli animali. Si pensa invece che abitasse la terra e poi l’abbia abbandonata, offeso dal comportamento degli uomini verso la natura.
E un altro aspetto interessante è che non esiste proprio un culto dedicatogli, perché si pensa che sia troppo lontano dagli uomini per essere interessato alle loro vicende.
MC – Perché ha così tanti nomi diversi e quali sono?
I – Perché vengono identificate più di 500 lingue bantu.
MC – È vero che si sono sviluppate in maniera diversa a seconda della zona in cui troviamo questi popoli?
I – Esatto, come detto prima di parla di più di 400 gruppi e quindi le tradizioni si sono sviluppate in base alle zone geografiche dove abitano e in base alle influenze delle altre culture.
MC – Si potrebbero raggruppare in gruppi in base a come si sono sviluppate queste credenze?
I – Eh, credo che varia proprio da gruppo a gruppo… e quindi, come detto, più di 400 😊
MC – Ci sono storie legate alla nascita del mondo o del loro popolo?
I – Aspetto molto interessante, pare non esserci miti sulla creazione del mondo e degli animali, per i Bantu esistevano già.
Invece c’è il mito (o meglio più miti) della creazione dell’uomo.
Alcuni pensano che i primi uomini siano nati da una pianta. In altre tradizioni, i primi uomini uscirono da una caverna o da un buco nel terreno. Altri ancora narrano dell’arrivo degli uomini nel mondo insieme al loro bestiame.
Ma anche per questi miti c’è una particolarità, riguardano solo l’origine del loro gruppo e non del genere umano in senso lato.
MC – Secondo te, come mai idee così diverse sulla nascita dell’uomo?
I – Una domanda molto interessante, mi sono sempre chiesta come tutte le mitologie avessero una visione sempre diversa… però non si ha nessuna risposta.
MC – Ci sono leggende legate alla nascita ai primi uomini?
I – Ecco, appena spiegato sopra 😊
MC – SI J ma io intendevo se potevi raccontarcene qualcuna di carina o interessante.
I – Oh, sì, scusa non avevo capito… allora posso raccontare quella dei Bantu del Congo.
Loro pensano che sia stato Mbombo a creare l’uomo, divinità che regnava su un mondo oscuro dove c’era solo l’acqua. Mbombo ebbe un forte mal di pancia, che gli fece vomitare il sole, la luna e le stelle. L’acqua evaporò formando le nuvole e così abbassando il livello sorsero le montagne.
Il Dio continuò a vomitare per giorni e giorni, animali, alberi, e anche uomini e donne.
MC – Il mito del camaleonte a cosa è riferito?
I – Interessante è il mito del camaleonte, che spiega l’origine invece della morte.
Dio inviò il camaleonte agli uomini, dicendogli di portare il seguente messaggio: "Gli uomini non muoiano". Il camaleonte si avviò, procedendo lentamente e fermandosi a mangiare lungo la via.
Dopo qualche tempo, Dio inviò la lucertola agli uomini, dicendole di portare il seguente messaggio: "Gli uomini muoiano". La lucertola partì velocemente e giunse dagli uomini prima del camaleonte.
Gli uomini così seppero che sarebbero morti e quando il camaleonte giunse, gli uomini avevano già accettato il messaggio della lucertola, e non poterono accogliere quello del camaleonte.
Poi come sempre ci sono anche delle varianti.
Per via di questa leggenda, camaleonti e lucertole sono considerati animali di cattivo auspicio in gran parte dell'Africa subsahariana.
MC – In altre zone, invece, come vengono considerati?
I – Non hanno significato.
MC – È vero che credono alla vita dopo la morte?
I – Sì, tutti i bantu credono nella vita dopo la morte.
Ritengono che gli spiriti dei morti continuino a vivere e possano influire sul mondo dei vivi, ma è un’esistenza limitata nel tempo: gli spiriti continuano a vivere finché c'è qualcuno che si ricorda di loro.
Gli spiriti dei morti possono comunicare con i vivi attraverso in vari modi: in sogno, per mezzo di presagi o con l'intervento di un divinatore.
Se si offende in qualche modo lo spirito dei propri antenati, essi possono vendicarsi procurando malattia o sventura, mali di cui ci si potrà liberare solo rappacificandosi con gli antenati nei modi stabiliti da un divinatore.
Catastrofi come inondazioni, carestie o invasioni di locuste sono attribuite all'ira degli spiriti.
MC – Cosa succede se non vengono ricordati o se si offendono?
I – Se non vengono ricordati si dissolvono; invece se offesi si possono vendicare anche duramente.
MC – Per loro cosa sono gli spiriti?
I – Gli spiriti non appaiono ai vivi nella loro forma originale, ma in forma di animali (soprattutto serpenti e uccelli, o qualche volta come mantidi).
MC – Ci troveremo per un altro aperitivo per continuare parlare di questo “popolo”, che ne dici?
I – Certamente!
Buona lettura 😊
Davvero grazie!
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