venerdì 6 gennaio 2023

Intervista alla ... Befana

 


Intervista alla Befana

 

Mi guardo attorno curiosa, sono vicino a uno dei boschi che si trovano in Valbelluna, fa freddino qui. L’aria è pungente ed è meglio che avvolga per bene la sciarpa attorno al collo e alle spalle.

Babbo Natale mi ha lasciata con delle istruzioni da seguire alla lettera se voglio trovare il luogo dove vive la Befana e devo fare in fretta, perché se arrivo dopo il tramonto potrei perdermi. E’ stato gentile Babbo perché ha trasformato la mia valigia in un comodo zaino così non avrò difficoltà nel camminare.  


 

Entro nel bosco e cerco dei larici molto alti, sulla loro corteccia ci sono dei disegni molto piccoli che ricordano la rosa canina, una volta trovati  mi indicheranno il sentiero che  mi porterà  ad una grotta immersa nel verde. Quando arrivo rimango incantata ad ammirare lo spettacolo che ho davanti agli occhi. E’ una meraviglia inaspettata. Vorrei fermarmi ma devo proseguire, è tardi. 

Cerco un piccolo torrente e lo seguo fino a una piccola cascata nascosta dalla vegetazione, l’acqua ha un suono tintinnante e melodioso. Non devo ascoltarlo troppo altrimenti rischio di addormentarmi e mi dimentico il motivo per cui mi trovo in questo posto magico.  Chiudo le orecchie con le mani ed entro con i piedi nell’acqua fredda e con un balzo salgo sulla riva opposta, davanti a me c’è una fenditura parzialmente nascosta dall’acqua gelida, entro  e mi trovo nel buio totale.

Non devo aver paura. Mi ricordo che devo mangiare una delle bacche di rosa canina che ho trovato vicino al laghetto e poi fare un lungo respiro... e all’improvviso mi trovo davanti una vallata piena di luce e colori. La neve è cosparsa di fiori e arbusti che la rendono festosa e colorata.  In lontananza vedo una grande quercia che sembra muoversi lentamente, la guardo meglio ...  adesso è ferma. Forse è solo stanchezza, mi incammino e arrivo vicino al grande tronco, devo trovare una specie di nodo a forma di cappello e premere. Non succede nulla.  


 

Babbo mi ha detto di aspettare e di non avere fretta. Mi siedo vicino al tronco e dallo zaino prendo uno dei dolci che mi ha dato  mamma Natale per il viaggio, lo mangio lentamente mentre cerco di immaginare come sarà la Befana.

-         -  La buona educazione vuole che si offra quello che si ha, non credi? – Il boccone mi va di traverso, mi guardo attorno ma non vedo nessuno.

-        -  Non sembri molto sveglia. -  La voce sembra venire da sopra la mia testa, mi alzo in piedi e un viso sbuca tra il fogliame della pianta. – Allora offri anche a me una di queste leccornie?

-         - Certo. Scusi ma non l’avevo vista. –  Allungo il braccio con alcuni dolci che velocemente scompaiono all’interno dei rami. Dopo alcuni minuti questi iniziano a muoversi e con un balzo leggero una figura femminile si posa lieve davanti a me. Non mi aspettavo che fosse così la befana. È una donna anziana ma darle un’età non è facile... forse settant’anni? O qualcuno di più, non saprei dirlo con sicurezza. Indossa un lungo vestito marrone con disegni che ricordano la natura con diversi colori; verde, rossi, gialli ... attorno al collo una sciarpa lunga nera e tra i capelli lunghi e neri un nastro verde. Mi osserva in silenzio.

-        -   Io sono...

-          - Lo so chi sei, dimentichi chi hai davanti? – La voce è burbera ma allo steso tempo gentile.

-          - Giusto, mi scusi.

-         -  Così non va.

-         -  Perché’?

-         -  A Babbo Natale davi del tu e a me del lei?

-          - È che lei mi mette soggezione invece Babbo Natale no.

-          - Sempre la solita storia. Ma perché avete tutti paura di me? Non sono cattiva. Va beh... dai muoviti, che ho freddo. – Gira attorno all’albero ed io non so cosa fare per cui rimango ferma. 

-          - Allora, ti dai una mossa? Vuoi seguirmi? – La voce proviene dal tronco, indecisa giro attorno all’albero e vedo una fessura da cui filtra una luce, mi avvicino e ... mi trovo  in una casa grande e luminosa. Dalle finestre vedo un cielo limpido e, in basso, la vallata da cui sono arrivata. Come è possibile una cosa simile?

 

-         -  Magia, si chiama magia. – Mi sorride benevola e mi invita a sedermi a tavola dove ha preparato una cena variopinta e molto invitante. –  Questa è la stanza principale della casa. Qui trascorro molto tempo per organizzarmi e  qui incontro i miei aiutanti per ...

-          - Non sapevo che la befana avesse degli aiutanti.

-         -  Secondo te, solo Babbo Natale può averli? Cosa ti fa pensare che faccia tutto da sola? Va beh che sono una donna e sono magica, ma il dono per sdoppiarmi ancora non mi è stato dato.

-         -  Scusi... scusa. – Mi siedo, tiro fuori il mio registratore e lo metto al centro della tavola, lei lo guarda e scuote la testa senza parlare. Mi allunga un vassoio dove ci sono polpette di vari colori. –  Forse perché nessuno ha mai nominato i tuoi aiutanti. Chi sono? –  Allungo la mano e  prendo una polpetta dorata e la mordo,  è buonissima.

-        -   Se è per quello, di solito, mi disegnano come una vecchia brutta e arcigna.  Non ho mai capito perché dovrei essere brutta e vecchia, con la gobba e malvestita.

-         -  In effetti, questa era la domanda che volevo farle...farti.

-        -   Credo che sia per una serie di motivazioni. Bisogna andare indietro nel tempo... Devi sapere che in tempi antichi, la mia antenata era una sacerdotessa connessa alla madre terra. Era legata a tutto quello che riguardava l’agricoltura, la natura, la vita, le stagioni, la luce e tutto quello che gira attorno a queste cose.  – Sospira e si siede. – Quando l’anno terminava ne iniziava uno nuovo e questo voleva dire che il freddo e il buio avrebbero lasciato il posto alla luce e al calore della primavera che sarebbe arrivata a breve. Arrivava lei. Per questo la mia antenata portava soprattutto doni legati alla terra, erano promesse per quello che sarebbe arrivato, un auspicio di raccolti abbondanti. 

-         -  Aveva un nome?

-          - Di nomi ne aveva tanti. Ardoia, Berta, Donazza, Gianepa, Maratenga...  Un giorno si sentì stanca e sola e così cercò chi potesse aiutarla e magari un giorno sostituirla.

-           - Come Babbo Natale?

-          - Già. Ma i miei aiutanti sono per lo più Fate, Elfe, folletti e qualche gnomo. Ognuno di loro ha un suo ruolo e un periodo dell’anno in cui mi aiuta, molto spesso sono da sola.   E’ la Fata del Natale che individua la possibile futura Befana e le rimane vicino per vedere se crescendo cambierà. Quando sarà il momento, con un incantesimo la conduce davanti alla Befana che le chiederà se vuole un giorno lontano sostituirla e, se lei accetta, allora le insegnerà tutto quello che deve sapere. Ci vogliono tanti e tanti anni perché sia pronta e quando sarà il momento per la Befana di ritirarsi le consegnerà una nuova scopa e un cappello del colore che richiama l’anima della nuova Befana e si allontanerà per andare nella dimora ...

-        -   Allora continuerete a vivere?

-         -  Certo. Ma questo ricambio è avvenuto, fino ad ora, solo un paio di volte.  La prima di noi l’ha fatto quando i mutamenti furono così tanti e radicali... – Sospira e mangia una castagna. -  ... capì che era arrivato il momento, per lei, di lasciare il posto alla sua sostituta. Così un giorno andò via.

-        -   E’ quando è successo?

-        -   Ehehehe sei proprio curiosa. Dopo molti secoli la vita diventò meno legata alla natura e ai suoi ritmi. Gli uomini cambiarono anche le loro usanze ed i loro credo religiosi. Lentamente avevano modificato l’immagine che avevano della befana tanto che i nostri nomi antichi si persero nella memoria e lentamente ci avvicinarono alla religione cristiana e ai tre Magi.

-       -    I tre Magi? Non capisco, loro portarono i doni a Gesù dopo che era nato.

-        -   Appunto. – Lei sorride sorniona. -  Si dice che quando i tre Magi furono arrivati quasi a destinazione, persero di vista per un po’ la stella. Bussarono alla porta di una vecchia abitazione e venne ad aprire una vecchia signora, alla quale chiesero se poteva indicare loro dove si trovava il bambino appena nato. Indispettita, lei rispose che non aveva tempo da perdere perché era impegnata, chiudendo loro  la porta in faccia.  In quel momento videro di nuovo in lontananza la stella e la seguirono. Alla sera, la donna si pentì di essere stata così scortese e si mise a cercare i Re Magi e Gesù. Bussava a tutte le porte e lasciava un piccolo dono ai bambini che trovava sperando che uno di loro fosse il bambinello appena nato.

-          - E’ una bella storia.

-          - Da allora il mio nome è diventato quello che tutti conoscono.

-        -   Come mai?

-        -   Deriva dal greco “Epifania” che significa “apparizione, manifestazione” e poi non c’è quel detto?

-          - Quale?

-          - Che tutte le feste porto via.

-       -   E’ vero. -  Le sorrido e per una frazione di secondo torno bambina e ricordo con quale ansia l’aspettavo cercando di rimanere sveglia per vederla e invece ogni volta mi addormentavo. –  Allora tu sei la terza?

-         -  SI. Ma non pensare che ti dica da quanto tempo sono qua. Questo è un segreto. – Mi strizza l’occhio.

-         -  Perché la scopa?

-         -  Perché spazza via tutte le cose cattive, i guai. Fa pulizia.

-        -   Posso chiederti una cosa?

-         -  Certo.

-        -   Sapevo che la tua casa era ad Urbania ...

Ride per qualche minuto e poi mi guarda sorniona –  Anche Babbo Natale ha un luogo dove vanno i bambini in  Lapponia. Così io ho scelto questo luogo tra le colline del Montefeltro perché loro potessero passare per farmi visita.

-        -   Si dice che tu abbia un marito...

-       .   Si dice... – Sospira seria. – Alcuni sostengono che è un uomo brutto, vecchio, cattivo che spaventa i bambini cattivi. Altri che mio marito è una persona gentile che mi dà una mano, “dicono” che è Sant'Antonio Abate.

-       -   E quale è la versione giusta?

-      -    Vedi qualcuno qui con me?

-     -     No.

-      -    Appunto. – Si alza in piedi e va a prendere un bricco che si trova sulla stufa e versa nella tazza che ho di fronte un  vin brûlé molto aromatizzato che sorseggio lentamente. – Buono.

-      -    Grazie, è una ricetta segreta. – Mentre beve a piccoli sorsi la sua bevanda mi osserva sorridendo.

Avrei molte altre domande da farle, ma all’improvviso ho sonno e inizio a sbadigliare.  Tra gli occhi socchiusi intravedo volteggiare nell’aria un essere trasparente e molto bello,  non so perché ma credo che sia una fata.  Si avvicina e ....


 IL sole entra dalla finestra ed io mi stiracchio lentamente sotto alle coperte del mio letto. Mi blocco. Apro gli occhi e mi guardo attorno. Scalcio le coperte, mi alzo di scatto e vado alla finestra. Sono proprio a casa mia. Ma come ci sono arrivata? Vado di corsa in salotto e sotto l’albero vedo un  pacchetto colorato che sembra chiamarmi, mi avvicino e lo apro lentamente.

Non credo a quello che vedo,  è un  libro illustrato con le mie interviste fatte a Babbo Natale e alla Befana, con  la loro dedica.


 

Sorrido felice e mi sento di nuovo una bambina in attesa del loro arrivo, che si addormenta prima di poterli vedere.

Nell’angolo intravedo una scopa di saggina e so che è stata lei a lasciarmela come ricordo. 

 

Buona Befana a tutti :)

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