Leggendo il nuovo romanzo del Professor Daniele Cellamare “Takeko- Storia di una samurai”
(Les Flâneurs Edizioni, 2024) sono rimasta impressionata dalla capacità dell’autore di
scavare nell’animo delle donne orientali, nel caso specifico giapponesi. Avevo già notato
questa sua peculiarità nel precedente romanzo “Il Drago di Sua Maestà”, che racconta
le Guerre dell’Oppio nella Cina di epoca Qing e le varie tipologie di donne vittime
di maschilismo: mogli sottomesse e con i piedi fasciati, serve molestate dai padroni
e costrette a fuggire, piratesse ribelli, precedentemente sfruttate e scappate dalle case
di tolleranza.
I due romanzi storici sono accomunati da tematiche molto simili, anche e soprattutto per
la vicinanza geografico-culturale, nonché per le origini comuni che legano Cina e Giappone
da sempre. Entrambi i Paesi hanno vissuto il passaggio repentino da una società brutalmente
feudale all’epoca moderna, seppur con dinamiche diverse e numerosi attriti. Durante la lettura
dei due libri risaltano immediatamente le condizioni precarie in cui Cina e Giappone
riversavano alla fine del 1800.
Come nell’opera “Il Drago di Sua Maestà” anche in “Takeko- Storia di una samurai” troviamo
una Nazione in crisi profonda a causa delle Potenze Occidentali che, con il pretesto e il ricatto
dei commerci, e facendo leva sulla debolezza dell’Imperatore, esercitano pressioni per occupare
gran parte del territorio. E l’Imperatore, mera figura di rappresentanza senza alcun potere,
pur di riottenere la propria autorità, si allea con gli stranieri e con i clan filo-occidentali
contro il potente e duraturo shogunato.
Takeko, la protagonista, è figlia di uno dei più valorosi shogun della storia e fin dall’infanzia
viene educata per essere una guerriera e istruire l’esercito. È una guerra tra la casata imperiale,
che anela al progresso, e le antiche tradizioni radicate nel sistema dei samurai. Da studioso ed
esperto di tattiche militari, il Professor Cellamare si sofferma a descrivere battaglie navali
coinvolgenti e dettagliate, così come a spiegare i vari tipi di armi in possesso dei clan degli
shogun e dei ninja.
Ma “Takeko” non è solo un romanzo storico incentrato sulle rivalità che hanno distrutto il
passato e trascinato il Giappone in una nuova era; è innanzitutto un inno alle donne
giapponesi che, nella loro drammaticità, mantengono sempre un’aura di sacralità, un
volto dignitoso. La loro fierezza consiste nel mantenere la calma e un’innata compostezza
anche nelle situazioni più estreme.
Come dice Takeko: “Non scordare, noi camminiamo sopra l’inferno guardando i fiori.”
Questa frase è emblematica e rappresenta appieno l’essenza più pura dell’eroina-protagonista:
in forte conflitto con i propri sentimenti in quanto legata a un codice d’onore antico e
inviolabile che le impedisce di vivere in libertà. Takeko è l’immagine riflessa di
molte donne giapponesi che ancora oggi spesso si annullano e si sacrificano in nome della
famiglia e della società; è il simbolo di ogni guerriera in grado di trafiggere non solo con
la spada ma anche con il suo silenzio e con la sottomissione, con uno sguardo algido e impassibile
che nasconde passionalità. È la donna del teatro tradizionale e della quotidianità, che nei
secoli è diventata poesia e leggenda: la Donna-Salice che si piega al vento rimanendo ben
ancorata alle proprie radici; la Donna-Neve, gelida e soave, che può trasformarsi in bufera
da tanto tormento racchiude in sé stessa; la Geisha enigmatica e tanto discussa, che cela la
sua vera identità dietro a una maschera di trucco scenografico e sotto il kimono abbondante.
È la carpa che risale la cascata e senza paura affronta la lama del coltello.
C’è tanta bellezza nei personaggi femminili dell’autore che, con grande sensibilità ed empatia,
li sa rendere allo stesso tempo “creature pacate e spiriti inquieti”, “angeli salvifici e demoni
distruttivi”.
Nel descrivere le varie vicissitudini del clan di Tokugawa, lo scrittore Cellamare, con
una penna limpida ed elegante, ricostruisce un mondo intrigante fatto di usi, costumi, miti
e racconti popolari che si intrecciano a scenari zen estremamente suggestivi, come quelli
evocati dai templi buddisti e dai santuari shintoisti isolati e immersi nella natura.
Un libro da leggere per viaggiare con la mente attraverso la storia e per conoscere meglio
il Paese del Sol Levante.
Fiori Picco
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