lunedì 28 ottobre 2024

FIORI PICCO CI PARLA DI… TAKEKO: L’IMMAGINE RIFLESSA DELLA DONNA GIAPPONESE

 


 

Leggendo il nuovo romanzo del Professor Daniele Cellamare “Takeko- Storia di una samurai” 

 (Les Flâneurs Edizioni, 2024) sono rimasta impressionata dalla capacità dell’autore di 

scavare nell’animo delle donne orientali, nel caso specifico giapponesi. Avevo già notato

 questa sua peculiarità nel precedente romanzo “Il Drago di Sua Maestà”, che racconta

 le Guerre dell’Oppio nella Cina di epoca Qing e le varie tipologie di donne vittime 

di maschilismo: mogli sottomesse e con i piedi fasciati, serve molestate dai padroni 

e costrette a fuggire, piratesse ribelli, precedentemente sfruttate e scappate dalle case

 di tolleranza.    

I due romanzi storici sono accomunati da tematiche molto simili, anche e soprattutto per 

la vicinanza geografico-culturale, nonché per le origini comuni che legano Cina e Giappone

 da sempre. Entrambi i Paesi hanno vissuto il passaggio repentino da una società brutalmente

 feudale all’epoca moderna, seppur con dinamiche diverse e numerosi attriti. Durante la lettura

 dei due libri risaltano immediatamente le condizioni precarie in cui Cina e Giappone

 riversavano alla fine del 1800.

Come nell’opera “Il Drago di Sua Maestà” anche in “Takeko- Storia di una samurai” troviamo

 una Nazione in crisi profonda a causa delle Potenze Occidentali che, con il pretesto e il ricatto

 dei commerci, e facendo leva sulla debolezza dell’Imperatore, esercitano pressioni per occupare

 gran parte del territorio. E l’Imperatore, mera figura di rappresentanza senza alcun potere,

 pur di riottenere la propria autorità, si allea con gli stranieri e con i clan filo-occidentali

 contro il potente e duraturo shogunato.

Takeko, la protagonista, è figlia di uno dei più valorosi shogun della storia e fin dall’infanzia

 viene educata per essere una guerriera e istruire l’esercito. È una guerra tra la casata imperiale,

 che anela al progresso, e le antiche tradizioni radicate nel sistema dei samurai. Da studioso ed 

esperto di tattiche militari, il Professor Cellamare si sofferma a descrivere battaglie navali 

coinvolgenti e dettagliate, così come a spiegare i vari tipi di armi in possesso dei clan degli

 shogun e dei ninja.

Ma “Takeko” non è solo un romanzo storico incentrato sulle rivalità che hanno distrutto il 

passato e trascinato il Giappone in una nuova era; è innanzitutto un inno alle donne

 giapponesi che, nella loro drammaticità, mantengono sempre un’aura di sacralità, un 

volto dignitoso. La loro fierezza consiste nel mantenere la calma e un’innata compostezza

 anche nelle situazioni più estreme.

Come dice Takeko: “Non scordare, noi camminiamo sopra l’inferno guardando i fiori.”

Questa frase è emblematica e rappresenta appieno l’essenza più pura dell’eroina-protagonista:

 in forte conflitto con i propri sentimenti in quanto legata a un codice d’onore antico e 

inviolabile che le impedisce di vivere in libertà.  Takeko è l’immagine riflessa di

 molte donne giapponesi che ancora oggi spesso si annullano e si sacrificano in nome della

 famiglia e della società; è il simbolo di ogni guerriera in grado di trafiggere non solo con 

la spada ma anche con il suo silenzio e con la sottomissione, con uno sguardo algido e impassibile

 che nasconde passionalità. È la donna del teatro tradizionale e della quotidianità, che nei 

secoli è diventata poesia e leggenda: la Donna-Salice che si piega al vento rimanendo ben

 ancorata alle proprie radici; la Donna-Neve, gelida e soave, che può trasformarsi in bufera

 da tanto tormento racchiude in sé stessa; la Geisha enigmatica e tanto discussa, che cela la

 sua vera identità dietro a una maschera di trucco scenografico e sotto il kimono abbondante.

 È la carpa che risale la cascata e senza paura affronta la lama del coltello.

C’è tanta bellezza nei personaggi femminili dell’autore che, con grande sensibilità ed empatia, 

li sa rendere allo stesso tempo “creature pacate e spiriti inquieti”, “angeli salvifici e demoni

 distruttivi”.  

Nel descrivere le varie vicissitudini del clan di Tokugawa, lo scrittore Cellamare, con 

una penna limpida ed elegante, ricostruisce un mondo intrigante fatto di usi, costumi, miti

 e racconti popolari che si intrecciano a scenari zen estremamente suggestivi, come quelli

 evocati dai templi buddisti e dai santuari shintoisti isolati e immersi nella natura.

Un libro da leggere per viaggiare con la mente attraverso la storia e per conoscere meglio

 il Paese del Sol Levante.    

 

Fiori Picco

 

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